Nel corso di una riunione tenutasi mercoledì scorso, Ed Colligan, presidente e CEO di Palm, ha confermato le voci che segnano la fine del supporto al sistema operativo che ha fatto la storia di Palm stessa e, aggiungiamo noi, dell'intero panorama mobile.
PalmOS comparve per la prima volta nell'ormai lontano, informaticamente parlando, 1996 nel Palm Pilot 1000 e fin da allora ha attirato a sé una folta schiera di utenti e sviluppatori che lo hanno preferito rispetto alla meno appetibile alternativa che era Windows CE. Nel corso degli anni, però, in seguito a vicissitudini legali, Palm è stata costretta a separare la produzione di terminali con quella di sviluppo software. Questa, unitamente alla crescita della piattaforma Microsoft e all'incapacità di aggiornarsi, ha portato Palm più volte sul bordo del baratro.

Attualmente la linea di Palm comprendeva terminali dotati di tre sistemi operativi distinti: davvero troppi da gestire. L'eliminazione di PalmOS permetterà alla società californiana di concentrare le maggiori energie sulla piattaforma WebOS e sul supporto a Windows Mobile. L'ultimo terminale che potrà vantare al suo interno PalmOS è il Palm Centro.
WebOS, presentato insieme al Palm Pre quest'anno al CES, è un moderno sistema operativo mobile che ha alla base le tecnologie che hanno permesso la diffusione della rete Internet: quindi XHTML, JavaScript e CSS. Questa scelta, nelle intenzioni di Palm, dovrebbe attirare un maggior numero di sviluppatori che non sarebbero costretti a imparare un nuovo linguaggio di programmazione da zero.
La nostra speranza è che Palm non commetta più gli errori commessi nel passato e che con WebOS riesca bissare il successo di PalmOS che ha saputo conquistare il cuore di un sacco di tech-maniac. Compreso chi scrive...
[Fonte: TheInquirer via Ars Technica]