Google si muove verso l'IPv6 e fa muovere anche Internet (grazie alla sua "stazza"). Prima è stato il momento di ipv6.google.com che richiede esplicitamente il nuovo protocollo per poter essere utilizzato, ora è il momento anche per YouTube (di proprietà di BigG) di essere disponibile anche per indirizzi IPv6 puntando così su un possibile ampliamento degli utilizzatori.
Questa necessità deriva anche dalle crescenti possibilità di diversi dispositivi di collegarsi in rete (ed utilizzare quindi un indirizzo IP) portando a saturare tutti quelli disponibili con il protocollo IPv4 (che utilizza un'indirizzamento a 32bit contro i 128bit dell'IPv6) che nel 2000 poteva contare sul 50% di indirizzi "liberi" mentre al giorno d'oggi si parla di meno del 10% e lo "spazio" disponibile per gli internauti decresce molto velocemente. Questo porta ad avere maggiore sicurezza contro attacchi di cracker oltre a rendere ogni dispositivo (che sia un computer, uno smartphone, il televisore del salotto o il frigorifero) capace di accedere ad Internet senza dover "sfruttare" un IP in comune.
Considerando i dati e gli utenti che transitano per YouTube e Google, l'IPv6 ha ricevuto una buona "iniezione di fiducia" da parte di Google che quindi cerca di rinnovare Internet partendo anche dalle fondamenta.
