Facebook vittima del “Political Hacktivism”

Facebook vittima del “Political Hacktivism”

9 giugno 2010

AVG ha annunciato di aver rilevato una nuova minaccia contro gli utenti del popolare sito di social network Facebook, divenuti vere e proprie vittime di “Political Hacktivism” ossia l'utilizzo illegale non violento dei mezzi digitali per fini politici.

Durante il weekend del 5 e 6 Giugno 2010, i ricercatori del noto produttore di antivirus hanno individuato che un certo numero di utenti Facebook è stato apparentemente attaccato da hackers (o sarebbe meglio chiarmarli crackers) turchi. La probabile motivazione del gesto sarebbe quella di rappresaglia al recente embargo di Gaza che è salito ai favori della cronaca per le tristi vicende correlate (in cui sono stati coinvolti proprio dei cittadini turchi).

I gruppi di crackers potrebbero essere in realtà due, per via delle diverse tipologie di attacchi che sono stati scatenati contro gli utenti. Gli attacchi si sono manifestati attraverso tentativi di website defacements (modifica delle pagine web di un sito internet), redirect , DoS ( Denial of Service) , furto d'informazioni e anche attraverso l' utilizzo di parodie dei siti web , sabotaggi e sit-in virtuali, e con l'uso di software.

“Il numero degli utenti colpiti è stato finora relativamente basso, il che dimostra che non si tratta di un attacco automatizzato, ma, anche se lentamente, il numero è destinato a crescere“ ha affermato Roger Thompson (AVG Chief Research Officer). “A quel che so è la prima volta che Facebook è vittima di un intervento di hacktivisti politici ma dato che questo attacco sembra essere stato lanciato da hackers turchi, e il record del maggior numero di pagine modificate in un solo giorno , oltre 37.000, appartiene proprio ad hacker turchi, non dovremmo ignorare la possibilità che l'attacco venga automatizzato. E' necessario essere più attenti a quali link andiamo ad aprire, dunque pensarci due volte prima di cliccare!”

Questa nuova minaccia si va ad aggiungere alle altre che non stanno facendo "dormire sonni tranquilli" agli sviluppatori di Facebook, dopo le altre problematiche di sicurezza e quelle legate alla privacy.

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asd