Dopo i problemi di sicurezza di Facebook e Twitter che tenta di rinforzare le proprie difese dai malware, ci pensa gruppo di hacker a mettere di nuovo "terrore" sul Web.
In particolare, gli hacker (il cui gruppo si chiama Goatse Security) hanno sfruttato un buco in un sito web della compagnia telefonica americana AT&T ottenendo indirizzi e-mail di circa 114.000 utenti di iPad, tra i quali ci sarebbero anche alcuni alti esponenti del governo, della finanza, dei media, della tecnologia e militari (e i nomi che spiccano sono molti, come il sindaco di New York, Michael Bloomberg per esempio). Il metodo utilizzato è stata una richiesta HTTP che includeva i codici delle schede SIM collegate agli iPad 3G e visto che il codice ICC-ID è generato serialmente, ci è voluto poco per trovare moltissimi indirizzi ed estrarli con un apposito programma.
AT&T ha confermato, attraverso il portavoce Mark Siegel, la violazione e dicendo che la società ha già pensato a disattivare la funzione incriminata e che ha fornito una facile via di accesso agli hacker. Il comunicato stampa riporta che Lunedì un cliente business avrebbe riferito ad AT&T, il potenziale problema e che Martedì sono state prese le precauzioni.
Da parte loro, i ragazzi di Goatse hanno dichiarato alla CBS News che il problema potrebbe essere più serio rispetto a quanto dichiarato e che potrebbe coinvolgere ogni utente di iPad 3G. Secondo Jim Jeffers (di Goatse Security) sarebbe possibile anche "sostituirsi" all'utente legittimo possessore dell'iPad, potendo così accedere al suo traffico dati.
Apple attualmente non ha rilasciato alcuna dichiarazione (essendo un problema non direttamente legato ad iPad ma alla gestione della sua connessione) ma la problematica è comunque molto seria e desta preoccupazione. Infatti se le parole di Jeffers fossero confermate, il potenziale di questa falla (che ora è anche nota al grande pubblico, malintenzionati compresi) unita alla diffusione di iPad accende ancora una volta i riflettori sulla questione della sicurezza informatica, non solo legata ai malware ma anche ai malintenzionati interessati ai dati degli utenti.
[Fonte: CNET]