Symantec rilascia il nuovo bollettino, per il mese di Luglio 2010, sullo stato della Rete tra spam e phishing. Qualche buona notizia all'orizzonte, infatti si legge che lo spam sarebbe aumentato del 13% rispetto al mese precedente mentre si riduce del 9% la dimensione dei messaggi stessi per via della minor presenza di malware al loro interno.
Per quanto riguarda il phishing invece c'è stata una riduzione del 5% rispetto allo scorso mese a causa del minor utilizzo di due tipologie specifiche, quella chiamata phishing websites with IP domains e quella automated toolkit attacks. Il decremento sarebbe stato calcolato in circa il 60% per la seconda categoria mentre la prima sarebbe diminuita del 48%.

Dato che lo spam e il phishing si basano anche su concetti di ingegneria sociale, ciò che interessa agli utenti viene utilizzato dai malintenzionati per riuscire ad insinuarsi nelle maglie della Rete. Se il Mondiale sudafricano sono ormai alle spalle, il nuovo trend evidenzia come l'interesse si sia spostato verso il disastro petrolifero nel Golfo del Messico, come evidenziato nell'immagine sovrastante.
Buona parte dei messaggi infatti titolava su quanto successo alla piattaforma petrolifera data in gestione a British Petroleum, solo un messaggio cerca ancora di attirare gli utenti con notizie riguardanti il Mondiale mentre due riguardano questioni di finanza con riferimenti al presidente degli Stati Uniti, Obama e a piani di rilancio economico (altro argomento che potrebbe far cadere in tentazione qualche utente statunitense).

Sostanzialmente invariata è stata l'origine dei messaggi di spam che vede condurre gli Stati Uniti con il 22% (incremento del 2% rispetto a Giugno 2010) mentre al secondo posto continua ad esserci l'India con un ben più modesto 6%. L'Italia invece si posiziona ottava, pari merito con Francia e Vietnam, con una percentuale del 3%.
Per quanto riguarda il phishing invece non ci sono buone notizie per il Bel Paese che diventa uno dei più bersagliati. Infatti saremmo terzi dietro a Stati Uniti e Germania (ci salva, in parte, la percentuale del 6% contro il 52% degli USA). Ben più contenuti i risultati di altre nazioni che rimangono sotto la quota del 5% (come Regno Unito, Canada, Olanda, Francia, Russia, Brasile, e Core del Sud).
Una curiosità riguarda invece una nuova tecnica usata da chi utilizza il phishing, infatti sono stati rilevati da Symantec siti che simulano gli help desk di importanti società (che si sono effettivamente diffusi nell'ultimo periodo) per poter sottrarre agli utenti le informazioni. Dopo aver aperto una finestra di Live Chat infatti, l'utente si trova davanti ad una mancata risposta dal falso operatore. Dopo un paio di minuti la chat si disattiva e viene mostrato un form da compilare per eventuali lamentele.