Come scritto già in una notizia di qualche giorno fa, il governo indiano ha concesso una proroga di 60 giorni a RIM (Research In Motion), produttrice dei famosi smartphone BlackBerry, che ha corso il rischio di vedersi staccati alcuni servizi molto utilizzati per le loro doti di immediatezza e segretezza.
Ma il governo di Nuova Delhi non si ferma qui. Infatti, dopo il produttore canadese è il momento anche per Google e Skype di passare sotto la lente del ministro in quanto fornitori di servizi di comunicazione e quindi possibile veicolo per attività terroristiche.
Il ministro P Chidambaram ha infatti dichiarato "Chi gestisce servizi di comunicazione in India dovrebbe avere server in India, nonché l'accesso a disposizione delle forze dell'ordine, qualunque sia la comunicazione che passa attraverso la rete di telecomunicazioni in India e che è stata fatta chiarezza su RIM BlackBerry, ma ci sono anche ad altre società".
Proprio in quell'ultima parte, dove vengono nominate "altre società" ci si riferisce a Google e Skype che potrebbero quindi vedersi recapitata una richiesta per poter avere accesso ai dati delle comunicazioni attraverso VoIP. Anche in questo caso il termine è stato fissato tre 30 giorni, dopo i quali (nel caso non si arrivasse all'accordo), le conseguenze potrebbero essere inattese.
Per suffragare le proprie tesi, il ministro ha sottolineato come nell'attentato a Mumbai del 26 Novembre, i terroristi abbiano utilizzato i servizi di Skype.