L'espansione del digitale terrestre slitta al 2012?

L'espansione del digitale terrestre slitta al 2012?

17 luglio 2006

Durante un convegno sul digitale terrestre avvenuto a Napoli, il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni rilascia dichiarazioni poco ottimistiche riguardanti il futuro di questo nuovo segnale. "La politica delle fantasticherie sul T-government è finita, dobbiamo dire la verità al mercato e ai cittadini".

Sembrerebbe infatti che il rallentamento del DTT sia dovuto anche al sommarsi di tanti fattori quali la scarsa copertura e la conseguente scarsità della diffusione dei decoder nelle nostre case. L'altolà di Bruxelles ai finanziamenti statali per l'acquisto di questi apparecchi certo non aiuta.

Non aiuta nemmeno la probabile messa in mora contro l'Italia da parte dell'Unione Europea; sul banco degli imputati la famosa legge Gasparri, proprio quella che avrebbe dovuto spingere il digitale terrestre nel nostro paese. L'UE afferma che la legge così com'è taglierebbe fuori ogni tipo di concorrenza lasciando campo libero alla strana coppia Rai-Mediaset. Dal canto suo l'Italia risponde che le modifiche alla legge Gasparri sono in via di predisposizione.

Sempre a Napoli (forse per stemperare questo clima) i rappresentanti delle 3 principali aziende televisive (Rai, Mediaset e Telecom Italia) hanno raggiunto un accordo per la nascita di un progetto comune denominato "Tivu", il quale ha come obiettivo quello di avvicinare la gente al DTT e fornire loro gratuitamente servizi interattivi.

In tutto questo la Rai sarà chiamata a fare la parte della "sorella maggiore", per questo si sta già pensando ad un ritocco del canone (ritocco in su ovviamente, trainare al giorno d'oggi costa...).

La domanda che ci sovviene è: "E' così necessaria questa rivoluzione? A quanti di voi sta veramente a cuore le sorti del digitale terrestre? Quante persone muoiono dietro all'interattività che un telecomando con quattro bottoni colorati può offrire?"

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asd