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AMPLETECHNEWS: GIOCHI

Videogiochi troppo noiosi e ripetitivi? di Francesco Cammisa
10/7/2007 15:23


Videogiochi troppo noiosi e ripetitivi?
A sollevare la questione non è stato un appassionato qualunque o un giornalista prevenuto, l'ammonimento arriva dal capo di EA, primo produttore mondiale di videogiochi.



John Riccitiello, il grande papavero di Ea ha sollevato una questione interessante. In un'intervista rilasciata al Wall Street Journal ha dichiarato che i produttori di videogiochi stanno creando prodotti che annoierebbero a morte i consumatori. I grandi marchi continuano a puntare solo su saghe ormai affermatissime per proporre ai videogiocatori prodotti dal nome differente ma dal contenuto pressochè invariato.

Il capo di Ea lamenta come i videogiochi stiano diventando sempre più complicati per farli apparire più innovativi. Ciò che effettivamente cambia è la grafica che si rinnova di capitolo in capitolo. Continua dicendo che i giochi che escono sono sempre più simili a quelli usciti l'anno precedente. La sua principale preoccupazione è che l'interesse intorno al mondo dei videogiochi possa venir meno in favore di nuovi dispositivi di tendenza come palmari, Ipod o cellulari di nuova generazione.

Ma in tutto questo ripetitivo parco giochi John Riccitiello intravede anche qualche perla che ha saputo distinguersi. Pensa infatti che titoli come Guitar Hero, World of Warcraft e Rock Band (quest'ultimo distribuito da Ea) abbiano attirato molti videogiocatori ma queste idee originali non bastano per assicurarsi un solido futuro.

Ricerche di mercato provano che il pensiero delle case produttrici non deve andare solo verso i videogiocatori incalliti che, ormai, sono dei clienti affermati; l'obiettivo resta i videogiocatori casuali. Sono pochi infatti i titoli adatti a chi non può permettersi molto tempo davanti a un videogioco. Le persone che vorrebbero avvicinarsi a questo mondo non ne hanno la possibilità vista la difficoltà e la longevità dei prodotti odierni. Per ovviare a questa esigenza ed aprire al pubblico dei cosiddetti "casual gamers" Ea ha aperto una nuova divisione: la EA Casual Entertainment. Questa diramazione si occuperà dello sviluppo di videogiochi più intuitivi e dai costi meno onerosi.

Le speranze del CEO di Ea risiedono nel prossimo E3, nel quale verranno presentati nuovi prodotti che dovrebbero puntare più sul carisma che sul potenziamento di grafica e tecnologie.

Il mondo dei videogiochi è come un grande circo dove i numeri più miseri si susseguono a quelli di qualità e prestigio, sta allo spettatore distinguere cosa tenere e cosa scartare. I nostalgici che si emozionavano a guidare quell'essere tondo giallo di nome Pac-Man ricorderanno com'era adrenalinico fuggire da quei nemici formati da pochi pixel monocolorati. I "meno anziani" ricorderanno la soddisfazione dell'ultimo livello di Max Payne, dove un'ottima trama arrivava al suo culmine come in un film d'autore.

Saranno forse i consumatori che vengono continuamente maltrattati con continui rialzi, dalle pubblicità nei videogiochi e da scarsi servizi post vendita? Sarà forse arrivata l'ora di rendere ai videogiocatori quel rispetto che meritano? Magari tornando a sviluppare prodotti di qualità e non di volume. In altre parole rendere onore a chi si presenta alla cassa con i soldi in tasca e la passione nel cuore.


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