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AMPLETECHNEWS: GIOCHI

La violenza nei videogiochi non aiuta le vendite di Cristian Pastori
20/1/2009 19:24


La violenza nei videogiochi non aiuta le vendite
Uno studio pubblicato sul Personality and Social Psychology Bulletin mostra come la violenza nei videogiochi è controproducente, riducendo l'interesse da parte del giocatore.



In un periodo dove la violenza sembra essere l'unica soluzione per vendere una copia in più di un gioco ecco che uno studio condotto e pubblicato sull'autorevole Personality and Social Psychology Bulletin, mostra l'esatto opposto. Secondo questa ricerca prodotta dalla University of Rochester di New York le scene violente distraggono il giocatore dal "fattore divertimento", riducendo quindi l'interesse per il gioco e, di conseguenza, il desiderio di acquistarlo.

Andrew Przybylski, principale autore dello studio ha dimostrato che "per la stragrande maggioranza dei giocatori, anche per quelli che regolarmente fanno uso di prodotti violenti, la violenza in sé non è in realtà un valore aggiunto e solo un piccolo sottogruppo di persone particolarmente aggressive preferisce realmente i contenuti cruenti". E anche per questi ultimi il divertimento non aumenta all'aumentare della violenza. 

Il test è stato condotto facendo giocare a 2.670 persone due versioni distinte di uno stesso gioco. I giochi in questione erano Half Life 2 e House of the Dead III. In entrambi i casi il risultato è il medesimo: i fattori stimolanti che invogliano il giocatore a continuare sono il senso di sfida e la capacità di elaborare una soluzione per superare enigmi e arrivare così, alla fine del livello

[Fonte: PCWorld]