
Dopo 12 anni di premiata carriera la fiera dei sogni verrà nettamente ridimensionata e la locazione di questa spostata al Convention Center sempre a Los Angeles. Cambierà dunque il modo di intendere questa fiera, non sarà più un unico evento dove lo spettatore viene coccolato da luci e musiche provenienti dagli stand ma una serie di piccoli eventi che ogni sviluppatore organizzerà.
Dunque il rinominato E3 diventerà l'E3 Media Festival, una mostra che non potrà contenere lo stesso numero di visitatori che in passato. Si parla infatti di un passaggio da circa 60.000 visitatori a circa 5.000. Ridimensionamento mica da poco.
Ma perchè ridurre una fiera che contava circa 60.000 spettatori? La risposta sembrerebbe risiedere nella causa di tutti i mali: il vile denaro. Gli espositori si sarebbero lamentati dei gravosi costi per l'organizzazione e per lo staff, richiedendo all'ESA (la società che organizza l'E3) di ridimensionare il tutto. Tale spiegazione però è stata ovviamente respinta dal presidente Douglas Lowenstein, il quale giustifica questo spezzatino affermando l'inutilità di una unica grande fiera, inoltre apportando questo ridimensionamento la fiera scende dal suo prestigioso podio per affiancarsi ad esposizioni più piccole come il Games Convention e il Tokyo Game Show.
Come in ogni cosa ci sono i pro e i contro, la paura è che l'atmosfera magica che l'E3 ha sempre sfoggiato e che sempre più gente ha imparato ad ammirare e rispettare sia in pericolo. Quella fiera che riuniva così tanti appassionati e che portava uno spiraglio di videogiochi nella vita reale sarà sempre la stessa anche dopo il trattamento? Speriamo vivamente di sì, perchè i videogiochi sono prima di tutto un modo per sognare, prima che un modo per guadagnare.