

Il ministero della Pubblica Istruzione e l'Aesvi (Associazione editori software videoludica italiana) hanno raggiunto un accordo, nel quale le due parti hanno tracciato le linee guida per avviare una regolamentazione sui videogiochi. L'obiettivo è arginare il fenomeno bullismo e dare più peso alla già esistente classificazione del PEGI, organo riconosciuto a livello europeo.
Affermazioni di soddisfazione arrivano da ambo le parti, sopratutto da Andrea Persegati, presidente AESVI e General Manager di Nintendo Italia che ha dichiarato: "Siamo estremamente soddisfatti dell’importante passo compiuto e apprezziamo l’approccio costruttivo del nostro Ministero della Pubblica Istruzione, che riteniamo all’avanguardia per la sua posizione nei confronti del mondo dei videogiochi. La sinergia che abbiamo creato rappresenta un caso di eccellenza in Europa: siamo i primi nell’ambito dell’Unione Europea che muovono dei passi significativi per un’intesa pubblico-privata di largo respiro".
Il protocollo vero e proprio atteso per i prossimi mesi includerà iniziative comuni volte all’educazione alla legalità e alla valorizzazione dei videogame quali strumenti culturali di crescita sociale ed educativa per gli studenti. A questo proposito è in cantiere l'idea di istituire un concorso a premi per la migliore produzione di videogiochi da parte delle scuole e delle università.
Il ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Fioroni ha fatto sapere che ha intenzione di avviare una trattativa analoga con i responsabili delle più importanti emittenti televisive e le principali case di produzione cinematografiche per mettere un freno alla violenza gratuita anche nei loro settori. Riguardo ai videogiochi il ministro auspica un "utilizzo critico e competente degli strumenti di comunicazione e di intrattenimento" ribadendo il bisogno di "far acquisire agli studenti il significato e il rispetto del diritto alla privacy propria e altrui".
Il testo dell'accordo è visibile sul sito della Pubblica Istruzione.
Dopo la premiazione del videogioco Imperivm Civitas da parte del comune di Roma e l'intenzione del ministro Giovanni Fioroni di utilizzare i videogiochi come strumenti culturali sembra proprio che tutti abbiano cambiato idea. Non più una guerra cieca contro l'intrattenimento videoludico bensì una specie di intermediazione tra il mondo reale e quello virtuale. Come un piccolo "scusa" sussurrato a bassa voce, i videogiochi possono essere utili. I perbenisti che tenevano per la censura selvaggia non saranno contenti.