Il Big Bang in diretta grazie al supercomputer IBM che utilizzerà 12 mila microprocessori PowerPc 440. Guardare lontano significa guardare indietro nel tempo: riuscire a vedere una stella distante un miliardo di anni luce significa risalire al suo aspetto di un miliardo di anni fa, tanti quanti ne ha impiegati la sua luce per arrivare fino a noi.
Il progetto prevede l'impiego di 10mila antenne radio a bassa frequenza, distribuite sul territorio olandese e nel nord della Germania, ciascuna delle quali convertirà in forma digitale i segnali che riceve e li trasmetterà a
Blue Gene/L.
Il risultato sarà quello di riuscire a esplorare corpi celesti distanti fino a 13 miliardi di anni luce e quindi vecchi di 13 miliardi di anni. Un salto all'indietro sbalorditivo, proprio all'epoca del Big Bang.
Il supercomputer IBM utilizzerà 12 mila microprocessori PowerPc 440 che gli consentiranno una potenza di elaborazione di 34 trilioni di operazioni per secondo (teraflops).
La realizzazione del progetto fornirà importantissime informazioni agli astronomi che altrimenti non avrebbero mai potuto conoscere.
Gli scienziati esamineranno la nascita di stelle e galassie subito dopo
l'evento iniziale della formazione dell'universo denominato 'Big Bang'.
Il supercomputer Blue Gene/L dovrebbe vedere la luce nel 2005.