La nota casa giapponese produttrice di hardware Pioneer ha sviulppato una tecnologia basata sui laser ultravioletti che permetterà di realizzare unità ottiche che permetteranno di memorizzare fino a 500GB di dati in un solo disco.
Secondo il
Nikkei Business Daily la tecnica utilizzerà dei laser ultravioletti, che emettono raggi aventi una lunghezza d'onda più corta di quella dei
laser blu.
Pioneer utilizza il fascio di raggi per scrivere dei 'buchi' di dati su un disco matrice, ognuno dei quali è separato da
70 nanometri.
Così si garantisce una velocità di trasferimento dei dati
20 volte maggiore del laser blu dei dischi Blue-Ray.
Creando cavità di dati così piccole sussistono però alcuni problemi tecnici, ma sembra che Pioneer li abbia risolti sviluppando una mascherina di carbonio con una resina fotosensibile.