
250.000 iPhone, ovvero un telefonino su sei, potrebbe già essere stato sbloccato per l'utilizzo su reti diverse da quelle previste dai contratti ad-hoc.
La stima deriva direttamente da Timothy Cook, Chief Operating Officer di Apple, il quale ha affermato che solo poco più di un milione degli iPhone venduti è ancora "accoppiato" al rispettivo contratto AT&T. I restanti sarebbero stati sbloccati, ovvero modificati illegalmente per funzionare anche con contratti non-AT&T.
La casa della Mela guadagna una buona percentuale sui canoni di abbonamento mensili di AT&T, ed è per questo che molte attenzioni si stanno rivolgendo verso questo fenomeno. Fenomeno che, finora, è stato sottovalutato: molti analisti avevano stimato che il numero di terminali sbloccati oscillava tra le 10.000 e le 100.000 unità.
Per contrastare il fenomeno, Apple ha rilasciato lo scorso mese un aggiornamento che rende inusabili i dispositivi modificati. Ma la questione è rimasta irrisolta: hacker hanno infatti sviluppato un contro-aggiornamento che "resuscita" i telefoni morti dopo l'ultimo update.
Alla conclusione del terzo periodo finanziario, comunque, le cifre delle due compagnie sono confortanti: per Apple 1,4 milioni di telefoni venduti, contro i 750mila stimati da Steve Jobs (270mila solo nei primi due giorni di vendita). Per AT&T 2 milioni di nuovi contratti, che hanno portato a registrare un utile di 3,1 miliardi di dollari (un incremento del 42% rispetto allo stesso periodo del 2006).
Apple prevede di vendere 10 milioni di iPhone entro la fine del 2008. Vedremo se, mano a mano che guadagnerà fette di mercato, la compagnia di Cupertino riuscirà a limitare il fenomeno degli iPhone "dissidenti".