

"Viviamo in un mondo che rispetta la proprietà intellettuale, e la comunità open source deve stare alle regole del gioco. Il cosiddetto free software infrange 235 brevetti appartenenti a Microsoft. Questa situazione deve finire". Con queste parole Steve Ballmer, CEO di Microsoft, attacca pubblicamente le comunità del software libero, colpevoli, secondo Microsoft, della violazione di ben 235 brevetti di suo possesso.
Le dichiarazioni di Ballmer sono solo l'ultimo episodio di una guerra che va avanti da almeno dieci anni. L'open source è sempre stato il rivale più temibile per il colosso di Redmond ed in particolare Linux è cresciuto moltissimo negli ultimi anni, togliendo a Windows importanti quote di mercato.
Se i diritti di Microsoft dovessero essere riconosciuti, gli sviluppatori del software libero potrebbero essere costretti a pagare a Redmond dei risarcimenti, e l'open source non sarebbe più gratuito per l'utente finale perdendo così anche il suo punto di forza. Attraverso la voce dell'avvocato Eben Moglen, legale della Free Software Foundation, le realtà interessate dalle probabili querele di Microsoft hanno fatto sapere che i numeri e la versione forniti dalla casa di Redmond sono da verificare e sicuramente non staranno con le mani in mano in attesa delle tanto paventate azioni legali di Microsoft.