
Nell'era di Internet un rumor vale molto di più di 100 conferme: la presenza di Steve Jobs sul palco della WorldWide Developer Conference e la presentazione del nuovo iPhone erano visti come i due capisaldi della manifestazione. In entrambi i casi c'è stata una sorta di delusione. Il CEO di Apple ha, infatti, rinunciato alla presentazione degli ultimi ritrovati tecnologici agli sviluppatori che hanno affollato il Moscone Center di San Francisco, delegando questo compito a Phil Schiller, Senior Vice President Worldwide Product Marketing di Apple. Esattamente come successe ad inizio anno in occasione del Macworld 2009.
Se da un lato abbiamo questa delusione per la mancata presenza del CEO, dall'altra alcuni presenti hanno espresso la propria amarezza per l'assenza di restyling dell'iPhone. Con buona pace delle fotografie circolate negli ultimi giorni in giro per la rete. Ma le novità nel "melafonino" ci sono state! Così come nella linea di notebook e, visto che si tratta di una conferenza rivolta agli sviluppatori, anche nel sistema operativo di casa Apple che vede in Snow Leopard il proprio futuro.
Dopo i classici convenevoli di rito Schiller ha subito concentrato l'attenzione del pubblico sui dati di utilizzo di Mac OS X che, in soli 2 anni, ha visto triplicare gli utenti. Un risultato che ha decisamente soddisfatto le aspettative.
Dopo questo breve excursus, il keynote è entrato nel vivo: la novità forse più inaspettata di questo WWDC è la promozione al livello "Pro" anche per il MacBook Unibody da 13". Scompare così la denominazione MacBook, il cui unico esemplare rimane l'entry level con lo chassis in policarbonato bianco. Gli Unibody fanno tutti parte della famiglia allargata dei MacBook Pro.
Il neo-assunto al ruolo di portatile professionale è anche quello che ha ricevuto maggiori attenzioni da parte degli ingegneri Apple. In molti ricorderanno i malumori del pubblico quando fu annunciata la rimozione della porta FireWire 800 nella precedente generazione di MacBook. Apple ha preso nota di questo e, infatti, viene riproposta su tutti i modelli, indipendentemente dalla diagonale del display.

Sostanziali cambiamenti si hanno anche per quanto riguarda la batteria: ora tutti i MBP sono dotati di un'innovativa batteria ai polimeri di litio in sostituzione alle precedenti batterie agli ioni di Litio. Questo ha permesso di incrementare di oltre 2 ore la durata di utilizzo del portatile passando da 5 a 7 ore ed ha permesso ai designer di mantenere uno spessore ridotto dello chassis. Con questa tecnologia è inoltre possibile effettuare fino a 1000 cicli di ricarica prima che si verifichino riduzioni di prestazioni. Questa cifra confrontata con quella delle attuali batterie che vantano solo 300 cicli di ricarica fa ben sperare circa la vita utile che viene stimata intorno ai 5 anni di utilizzo normale. Di contro, come avviene nel MBP da 17", la batteria non sarà sostituibile dall'utente.
Sul lato sinistro, di fianco al jack audio trova posto uno slot SD che va a sostituire il poco apprezzato slot Express Card, una scelta che ritroviamo anche nel modello da 15". Tutta la gamma di notebook ora dispone di una tastiera retroilluminata. Per quanto riguarda il lato prettamente tecnico, abbiamo la possibilità di montare fino a 8 GB di memoria DDR 3 a 1066 MHz, e hard disk con tagli fino a 500 GB per le unità tradizionali a piatti mentre fino a 250 GB per le unità a stato solido (SSD). Il prezzo di partenza di questo MacBook Pro da 13 è stato significativamente ridotto: 1199 $ che equivalgono ai nostri 1149 €. Di seguito riportiamo una tabella riassuntiva:

Le stesse novità che abbiamo appena visto per il più piccolo MacBook Pro le ritroviamo intatte anche nel fratello "di mezzo". Anche nel 15 pollici troviamo infatti la possibilità di montare fino a 8 GB di RAM, le stesse opzioni per le unità di storage che abbiamo appena visto e la possibilità di scegliere un processore Intel Core 2 Duo da 3,06 GHz con cache L2 di 6 MB.

Anche in questo caso si ha una sensibile riduzione di prezzo, anche per il modello più grande:

Lievi modifiche anche per il MacBook Air: possiamo scegliere un processore fino a 2,13 GHz, 2 GB di RAM, l'ormai immancabile GeForce 9400 M e unità di storage a scelta tra un'unità tradizionale e una SSD. Anche in questo caso abbiamo una piacevole riduzione di prezzo che rende il tutto più appetibile.

Come ad ogni (o quasi) keynote non può mancare una frecciatina all'eterno avversario Microsoft che, complice lo scarso successo ottenuto con Vista, sta cercando di fare nuovi proseliti con Windows 7. Bertrand Serlet, senior VP per Software Engineering, ha però dichiarato che questo tanto pubblicizzato sistema non è altro che Vista ritoccato, di contro Snow Leopard è una versione migliorata e ricca di nuove features di Leopard.

Serlet inizia, quindi, ad elencare i miglioramenti che gli ingegneri hanno apportato al codice di Leopard che hanno consentito di incrementarne ulteriormente la velocità. Nella versione 10.6 di Mac OS X, infatti, sarà presente un nuovo Finder, riscritto in modo da fornire prestazioni superiori e un QuickTime completamente nuovo, tanto da meritare un nome diverso per differenziarlo dal precedente: QuickTime X con funzioni di riproduzione, registrazione, editing e condivisione di filmati.
Mail ora è più veloce sia nell'apertura sia nella ricerca tra le email che risulta il doppio più veloce. Sul fronte web troviamo il nuovo browser Safari 4, che esce dalla fase beta ed è già disponibile sia per Leopard e Tiger che per Windows Vista e Windows Xp. Tra le novità di questo browser (di cui rimandiamo al test della beta per l'elenco delle novità) troviamo il pieno supporto agli standard web facendo registrare 100/100 nell'acid test e una gestione migliorata dei plugin che consente di evitare il crash dell'intero browser nel caso in cui solo il plugin dovesse avere comportamenti anomali.

Serlet punta l'attenzione sulla migliorata velocità di Snow Leopard sia in fase d'installazione (45% più veloce) sia nell'uso normale del sistema (con un incremento del 50%). Nettamente migliorata anche la gestione dello spazio su disco che vede un minore spreco di spazio quantificabile in 6 GB, senza effettuare alcuna compressione a livello di File System. L'integrazione di Exposé nel Dock e la possibilità di riconoscere la scrittura tramite il touchpad completano questa carrellata di features.
Ma sotto il cofano c'è molto di più: nei moderni Mac c'è un sempre più alto numero di GB di memoria, processori sempre più potenti e schede video sempre più performanti. Ma senza un adeguato controllo a livello software questa potenza resta pressoché inespressa. Ed è proprio per sfruttare al meglio queste tre componenti che Snow Leopard si baserà su tre pilastri:

Snow Leopard, disponibile a partire da settembre, avrà un prezzo interessante per chi è già in possesso di una licenza di Leopard: saranno infatti sufficienti 29 €, 49 € nel caso di Family Pack.
È ora il turno di Scott Forstall a salire sul palco del Moscone Center. E quando si parla di Forstall si parla di iPhone: in 9 mesi si è raggiunta la ragguardevole cifra di 1 miliardo di applicazioni vendute per 40 milioni di iPhone e iPod Touch. Sono oltre 50.000 le applicazioni che trovano spazio nell'iTunes Store: cifra destinata a crescere ancora nel tempo.

Dopo un breve filmato focalizzato su alcune applicazioni presenti nello store Forstall ha ribadito i punti salienti di iPhone OS 3.0, come aveva fatto durante la sua presentazione il 17 marzo scorso. Quindi ritroviamo la possibilità di fare taglia- copia-incolla che funziona indipendentemente dall'applicazione in uso; supporto all'undo "scuotendo" il terminale; modalità landscape per le applicazioni; la presenza degli MMS (a discrezione degli operatori mobili); Spotlight farà da fil rouge in tutte le applicazioni; iTunes con la possibilità di scaricare e ordinare come una libreria musicale film, TV show, video musicali e audiobooks; il tanto sospirato Tethering (sempre a discrezione dei carrier mobile, però!) e per finire Safari Mobile che, rispetto al suo predecessore, risulta 3 volte più veloce, fornisce un comodo auto completamento dei form e supporta lo standard HTML 5.

Per finire un'interessante applicazione: con Find My iPhone basta collegarsi a MobileMe con qualsiasi browser e si avrà l'esatta posizione del proprio telefono. A quanto si vede un'applicazione che ha suscitato parecchio interesse da parte del pubblico presente. La stessa sensazione che si respira quando Forstall presenta Tom Tom per iPhone. iPhone OS 3.0, disponibile dal 17 luglio contemporaneamente in tutto il mondo, sarà gratuito per tutti i possessori di iPhone, mentre per chi possiede un iPod Touch dovrà sborsare 9,95 $ per l'upgrade.
Dopo un susseguirsi di sviluppatori che mostrano il proprio lavoro e le proprie applicazioni tocca a Phil Schiller riprendere le redini del keynote e lo fa presentando il nuovo iPhone 3GS, dove la "S" sta per "speed". Come avevamo accennato in apertura, il design è rimasto praticamente invariato, tutti i cambiamenti sono avvenuti sotto il cofano e hanno portato ad un notevole incremento di velocità, da qui il nome.

Il merito di questo incremento va dato alla presenza di un modulo HSDPA da 7,2Mbps in grado di fornire prestazioni superiori del doppio rispetto alla scorsa generazione di iPhone. Anche la fotocamera, uno dei punti oscuri del precedente modello, è stata rinnovata: è ora presente una cam da 3,2 MegaPixel con bilanciamento del bianco automatico e "tap to focus" per la messa a fuoco di un soggetto. La cam è anche in grado di registrare filmati in VGA (640x480) a 30fps ed è possibile condividere i propri filmati tramite servizi web quali YouTube oppure tramite MobileMe o tramite MMS.
iPhone 3GS sarà disponibile a partire dal 19 Giugno anche in Italia. Non sono disponibili i prezzi che i nostri carrier nazionali adotteranno ma per la versione americana abbiamo 199 dollari per l'iPhone da 16 GB e 299 per la versione da 32 GB. I prezzi sono da intendere con abbonamento.