

Mentre nel mondo informatico continua la sfida tra Windows e Linux, a Montecitorio il Parlamento italiano decide di dare più spazio all'open source, secondo quanto detto da alcuni deputati potrebbe entrare presto in funzione un progetto che prevede il passaggio da Windows a Linux dei pc desktop dell'amministrazione e l'installazione di alcuni terminali con software open source nella biblioteca.
La scelta del Parlamento sarebbe rilevante non solo perchè consente di ridurre i costi di gestione del settore IT, ma anche perchè renderebbe indipendente la nostra istituzione sul piano tecnologico, un aspetto non di poco conto. Nel frattempo anche Microsoft Italia è intervenuta nella questione precisando che la decisione riguarda solo il passaggio di alcune macchine ai sistemi open source e che in ogni caso l'iniziativa viene apprezzata nello spirito, condiviso dall'azienda, del pluralismo informatico.
Ma per il progetto tecnologico di Montecitorio non è tutto, il Parlamento è già dotato di una rete wireless, i primi hot-spot vengono attivati proprio in questi giorni e nel progetto è inclusa anche la copertura della Camera dei Deputati, un passo che renderebbe il parlamento italiano il primo al mondo coperto da una rete WiFi.
L'ultima novità riguarda poi la possibilità, introdotta a breve, di dotare i deputati di particolari smarthphone prodotti da HTC, che permetterebbero la criptazione delle chiamate, a condizione che vengano effettuate tra stessi dispositivi.
Il mondo informatico sembra aver ben reagito all'innovazione portata avanti dal Parlamento anche se si sentono le prime lamentele riguardo alla decisione di dotare i parlamentari di dispositivi che rendono le telefonate non rintracciabili, introdurle soprattutto in questo periodo di intercettazioni, sarebbe sicuramente un valido strumento per sfuggire a qualsiasi controllo.