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AMPLETECHNEWS: TECNOLOGIA

Nasce la "nuova" Telecom di Daniele Cardelli
13/9/2006 22:19


Nasce la
L'11 settembre 2006 potrebbe essere ricordato come il giorno in cui il mercato multimediale italiano ha cambiato volto: vediamo in dettaglio cosa è successo e cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi



A tre giorni di distanza dalla decisione del CdA di Telecom di voler procedere allo scorporo e alla cessione di alcune attività del gruppo, vediamo di fare per quanto possibile un riassunto di quanto avvenuto e dei possibili scenari futuri, tenendo presente che la situazione è naturalmente in continua evoluzione ed alcune delle ipotesi che avanzeremo potrebbero essere via via superate dalle notizie dei prossimi giorni (che trovate quotidianamente sempre qui su Ampletech).

Partiamo dalle parole testuali del comunicato del Consiglio di Amministrazione diffuso l'11 settembre scorso (che abbiamo riorganizzato, per comodità di analisi, per punti separati): "La riorganizzazione del gruppo prevede:
- la separazione da Telecom Italia del business di comunicazione mobile nazionale, mediante conferimento del corrispondente complesso aziendale in una società controllata, anche di nuova costituzione;
- la separazione da Telecom Italia della rete d'accesso locale wired mediante conferimento del corrispondente complesso aziendale in una società controllata, anche di nuova costituzione, con mandato al presidente di individuare le eventuali ulteriori attività idonee a integrare il suddetto complesso aziendale."

Sempre lo scorso 11 settembre, Telecom Italia e la 20th Century Fox hanno siglato un accordo per offrire i film della Fox su 'Alice Home Tv', il servizio Iptv di Telecom Italia «al fine di rendere sempre più ricca l'offerta di contenuti disponibile attraverso Internet. A partire da questo mese - spiega ancora il comunicato - tutti i clienti di Alice Home Tv potranno vedere in modalità on-demand alcuni tra i titoli più recenti oltre ai classici della library della 20th Century Fox». Il servizio Iptv di Telecom Italia è attualmente disponibile in 70 città italiane (tra cui Alessandria, Bari, Biella, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Reggio Emilia, Roma, Sondrio, Torino, Trieste, Venezia e Verona) che diventeranno 250 alla fine del 2006.

Il primo punto è quello che naturalmente fa maggiore scalpore, ovvero la separazione da Telecom di TIM, a pochi anni di distanza dal reintegro della TIM stessa all'interno della propria fondatrice; separazione dovuta, secondo alcuni, al mancato aumento di guadagni ipotizzato al momento della fusione. Il secondo punto è invece la separazione della parte per la rete fissa d’accesso dove finiranno le stutture del cosiddetto ultimo miglio, il local loop. In pratica, a Telecom rimangono soltanto il settore storico della rete fissa e il settore dei media (che include anche La7 e MTV Italia).

La separazione di TIM pone come conseguenza che il gestore di telefonia mobile, primo in Italia per numero di clienti, viene "messo sul mercato" con la possibilità dunque per altri soggetti diversi da Telecom di acquistarlo, come avvenuto a suo tempo per Omnitel Pronto Italia, ceduta da Olivetti alla Vodafone e in seguito assorbita totalmente. TIM è allo stato attuale l'unico gestore mobile interamente italiano, visto che Wind è stata ceduta al gruppo dell'egiziano Tarek Ben Ammar e H3G è controllata dai coreani della Hutchison Wampoa, ed è quindi comprensibile che nascano timori da varie parti di un'acquisto da parte di un gruppo straniero, il che metterebbe il mercato italiano della telefonia mobile interamente in mano a soggetti non italiani. Al momento i principali soggetti interessati sarebbero gli inglesi di British Telecom, i tedeschi di Deutsche Telekom e gli spagnoli di Telefonica. Ma lo stesso rischio lo corre il settore della telefonia fissa; perché se è vero che Telecom Italia non verrà ceduta, è altresì vero che il cosiddetto "ultimo miglio" (ovvero il tratto di rete che dalla centrale porta il telefono nelle nostre abitazioni) potrebbe diventare proprietà di un soggetto diverso da Telecom.

Proprio questo ha portato numerosi voci della politica a intervenire sull'argomento (ricordiamo che, nonostante Telecom sia stata privatizzata, il governo italiano gode ancora di una quota azionaria che gli conferisce alcuni poteri speciali chiamata "golden share"), fino a diffondere il contenuto di due colloqui avvenuti tra il presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera e l'attuale Presidente del Consiglio Romano Prodi. Nel primo colloquio avvenuto il 19 luglio a Roma Tronchetti Provera parlò al presidente del Consiglio del progetto finalizzato all'ingresso di Murdoch in Telecom Italia attraverso il conferimento della Società Sky Italia, conferimento per il quale il Gruppo Murdoch avrebbe ottenuto azioni di Telecom Italia. Dal punto di vista industriale l'accordo si basava sulle sinergie attivabili tra le attività di rete (banda larga) di Telecom Italia e i contenuti multimediali oggetto della attività del Gruppo Murdoch; si sono poi aggiunte considerazioni su quale sarebbe potuta essere la reazione delle autorità Antitrust in merito alla concentrazione nel mercato televisivo derivante dall'operazione, ma lo stesso presidente di Telecom assicurò che era intenzione di Telecom Italia conservare l'attività di La 7 per poterla potenziare e sviluppare anche grazie ai contenuti messi a disposizione dal gruppo Murdoch.

Nel secondo incontro, avvenuto a Cernobbo il 2 settembre, il presidente del gruppo Telecom aggiornò il presidente del Consiglio, dicendo che:
1. Telecom Italia disponeva di opzioni strategiche alternative al gruppo Murdoch rappresentate rispettivamente da Time Warner e General Electric e che di tali alternative il dottor Tronchetti aveva informato Murdoch.
2. Telecom Italia si sarebbe potuta rafforzare finanziariamente e patrimonialmente attraverso la dismissione della partecipata Telecom Brasile dalla quale avrebbe potuto ottenere risorse finanziarie valutabili nell’ordine di 7-9 miliardi di euro. A conclusione del colloquio fu fatto notare come, alla luce dei punti 1 e 2 , la posizione del gruppo Murdoch fosse più debole in quanto la partnership con Telecom Italia rappresentava l’unica possibilità per raggiungere una adeguata massa critica sul mercato italiano, ma Tronchetti Proverà dichiarò che avrebbe incontrato Murdoch nel giro di qualche settimana. Secondo la nota diffusa dal governo, il presidente di Telecom non avrebbe quindi in alcun momento fatto riferimento al processo di riorganizzazione societaria che il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia ha approvato lo scorso 11 settembre.

La Commissione Europea, intanto, ha escluso che il governo possa usare il potere di veto attraverso il ricorso alla golden share nell'operazione di riassetto, in quanto "le golden share in quanto tali non hanno spazio nel mercato interno", ha chiarito il portavoce del commissario Ue al Mercato Interno, Charlie McCreevy.

Gli scenari possibili, alla luce di quanto ufficialmente dichiarato nei comunicati stampa e di quanto invece sussurrato dai consueti "rumors" dell'ambienter borsistico sono tanti e tutti a loro modo interessanti. Per la vendita di TIM e dell'"ultimo miglio", la curiosità del settore è rivolta non tanto a quale gruppo straniero si farà avanti per primo, quanto a quale gruppo italiano potrebbe farsi avanti; allo stato attuale delle cose infatti gli unici con una qualche esperienza nel campo della telefonia mobile sono i Benetton (tra i fondatori della compagnia telefonica BLU) e Tiscali (che partecipò alla gara per l'assegnazione delle frequenze UMTS), ma nessuno dei due soggetti sembra interessato a rilevare i telefonini dismessi da Telecom.

Ancor più interessante l'alleanza con la News Corporation di Murdoch, che permetterebbe a Telecom Italia di agire a 360 gradi nel campo della comunicazione televisiva analogica, digitale terrestre e digitale satellitare oltreché nella comunicazione via web, diventando così una tra le maggiori realtà a livello mondiale (dopo le fusioni tra AOL e Time Warner e tra Microsoft e CNBC negli Stati Uniti) in grado di operare su tutte le piattaforme comunicative. Naturalmente, bisognerà vedere quali decisioni prenderanno in merito le autorità Antitrust italiana ed europea, quindi ci aspettano comunque tempi lunghi prima di poter vedere il risultato finale di tale operazione.


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