

Il progetto ha due anni e il maggior problema è stato quello di riuscire ad arginare le dispersioni di corrente che non facevano "spegnere" correttamente il transistor.
La data di una possibile applicazione è molto protratta nel tempo: il 2025.
Invece si sono affidati a dei batteri, un team di scienziati giapponesi guidati dal professor Yoshiaki Ohashi, per trovare un nuovo metodo di immagazzinare informazioni.
Sono infatti riusciti a memorizzare la famosa formula E=mc2 e la data del suo primo annuncio (1905) all'interno di un DNA artificiale che è poi stato introdotto all'interno di un batterio: il Bacillus subtilis. L'informazione si mantiene conservata per generazioni grazie ad una caratteristica per la quale i batteri possono scambiarsi informazioni genetiche tra individui. Il processo è noto da molto tempo e chiamato trasformazione, però non era mai stato impiegato nel campo dell'Hi-Tech.
Il Bacillus subtilis è stato scelto in quanto questo microorganismo può produrre una spora (forma di resistenza che il batterio attua in condizioni sfavorevoli) questo permette all'informazione di rimanere inalterata nel tempo diecimila volte superiore alle attuali soluzioni di storage.
Non si sa quali altre novità bisognerà aspettarsi dalle geniali menti di molti altri scienziati nel Mondo, ma sicuramente non si fermeranno qui.