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AMPLETECHNEWS: TECNOLOGIA

Grafene e batteri: il futuro dei PC di Mattia Speroni
6/3/2007 19:12


Grafene e batteri: il futuro dei PC
Sempre alla ricerca di nuovi materiali e mezzi per il progresso tecnologico, ecco due nuove importanti invenzioni che in un futuro potremmo impiegare nei nostri amati PC.



Dal dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Manchester un nuovo ambizioso progetto che promette di mandare in pensione il silicio quale materiale per la costruzione di transistor e componenti dei futuri PC. Grafene è il suo nome, altro non è che grafite (la mina delle matite ndr. ) nella sua struttura bidimensionale. Questo materiale permetterà di produrre transistor veramente microscopici, infatti già adesso nel laboratorio della facoltà il professor Andre Geim e il dottor Kostya Novoselov hanno prodotto il più piccolo transistor del Mondo. Le dimensioni sono di un atomo di spessore e cinquanta atomi di larghezza, ossia veramente piccolo e non ottenibile con il silicio (che a queste dimensioni si ossiderebbe e perderebbe stabilità).

Il progetto ha due anni e il maggior problema è stato quello di riuscire ad arginare le dispersioni di corrente che non facevano "spegnere" correttamente il transistor.

La data di una possibile applicazione è molto protratta nel tempo: il 2025.

Invece si sono affidati a dei batteri, un team di scienziati giapponesi guidati dal professor Yoshiaki Ohashi, per trovare un nuovo metodo di immagazzinare informazioni.

Sono infatti riusciti a memorizzare la famosa formula E=mc2 e la data del suo primo annuncio (1905) all'interno di un DNA artificiale che è poi stato introdotto all'interno di un batterio: il Bacillus subtilis. L'informazione si mantiene conservata per generazioni grazie ad una caratteristica per la quale i batteri possono scambiarsi informazioni genetiche tra individui. Il processo è noto da molto tempo e chiamato trasformazione, però non era mai stato impiegato nel campo dell'Hi-Tech.

Il Bacillus subtilis è stato scelto in quanto questo microorganismo può produrre una spora (forma di resistenza che il batterio attua in condizioni sfavorevoli) questo permette all'informazione di rimanere inalterata nel tempo diecimila volte superiore alle attuali soluzioni di storage.

Non si sa quali altre novità bisognerà aspettarsi dalle geniali menti di molti altri scienziati nel Mondo, ma sicuramente non si fermeranno qui.


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