Vedendo i risultati c'è da stupirsi: chi avrebbe mai detto che la nuova console di Sony, pensata sicuramente più per fini videoludici che per il calcolo distribuito, si sarebbe dimostrato il miglior dispositivo "domestico" per lo studio delle proteine.
Eppure i dati sono chiari: la PlayStation 3, grazie al suo processore Cell, riesce a superare di gran lunga la potenza di calcolo dei processori dei nostri computer desktop, siano essi Windows, Mac o Linux.
A rivelarlo è l'Università di Stanford, che Venerdì scorso ha rilasciato una versione di Folding@Home per PlayStation 3. Analizzando i dati, la PlayStation 3 riesce a raggiungere prestazioni che prima erano riservate ai supercomputer.
Con sole 30.000 PlayStation 3 è possibile raggiungere i 489 teraflops di dati elaborati, quando invece i sistemi desktop nel loro complesso sono ben 200.000 e raggiungono (nel loro complesso, ripetiamo) solo 214 teraflops.
Questo grafico ci mostra un rapporto tra teraflops elaborati e numero di CPU disponibili. Valori più alti indicano risultati migliori.

Osserviamo in questo altro grafico la potenza di calcolo offerta dai singoli sistemi. Come si nota, la PlayStation 3 "straccia" tutte le altre architetture: la potenza di calcolo dell'intero progetto si è infatti addirittura triplicata rispetto a prima.

Morale della favola: installando questo software, che lavora quando non giochiamo, si può contribuire in maniera rilevante allo studio delle proteine e quindi nella ricerca di soluzioni a malattie ad oggi incurabili.
Non possiamo fare altro che incoraggiare tutti gli utenti ad abilitare al più presto Folding@Home sulla propria PlayStation 3: esso è incluso nell'ultimo aggiornamento del software della console stessa.
Una volta aggiornata la propria PlayStation alla versione 1.6, infatti, una nuova icona dedicata al progetto comparirà sotto il menu "Rete". Basta cliccarci e il gioco è fatto!
