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Colby Buzzell vince il Lulu Blooker con il suo blog di Redazione
17/5/2007 13:22


Colby Buzzell vince il Lulu Blooker con il suo blog
Grazie al suo diario-online interamente dedicato alla propria esperienza di guerra in Iraq, Buzzell ottiene l'ambito riconoscimento



Censurato dai suoi superiori, avversato dall'opinione pubblica conservatrice, Colby Buzzell decide di mettere le sue esperienze ed i suoi ricordi, nero su bianco e pubblica un misto tra memoriale, diario e cronaca sulla sua esperienza in Iraq.

In Italia il volume è stato pubblicato nel 2006 da Piemme con il titolo «Ammazzare il tempo in Iraq».

Il testo narra di un giovane americano come tanti: come può esserlo un metropolitano azzimato di una grande città ricca di grattacieli, o il ragazzetto di una sperduta provincia statunitense. Amici, bevute, donne, tutto ciò che rende felice un giovane. Come San Francesco in quel di Assisi, ad un certo punto giunge la conversione. Non si è spogliato dei suoi beni, ma a suo modo anche il giovane Colby voleva servire la collettività e mettere freno ai suoi egoismi.

E' tempo di entrare nell’esercito, come suo padre prima di lui. Pochi mesi ed era in Iraq. La gioia di servire la patria viene immediatamente oscurata da ciò che il giovane Colby vede. Precipitato in un mondo assurdo e spaventoso. E improvvisamente aveva molto da dire. Nata dal blog (raggiungibile a questo indirizzo: http://cbftw.blogspot.com) che Colby ha iniziato a scrivere a Mosul per cercare un senso in quell’esperienza, «Ammazzare il tempo in Iraq» è la storia di un giovane uomo e di una guerra e di un racconto, visti però da un'angolazione differente, totalmente diversa da ciò che ci viene raccontato. «Chi sono: sono un soldato dell’ubndicesimo battaglione di fanteria dell’esercito degli Stati Uniti, attualmente a Mosul, Iraq. Finora siamo andati bene. La nostra missione: individuare, catturare e uccidere tutte le forze nemiche».

Così si presenta Colby nel primo testo pubblicato sul blog. La scrittura è scarna, quasi militaresca. Molti gli episodi toccanti e non per la presenza di chissà quali allitterazioni ma solo il racconto crudo dei tanti freddi, gelidi accadimenti che possono avvenire in un conflitto che, giusto o sbagliato, è emblema di morte, sangue, tragedie.
Il web dunque ancora una volta sugli scudi come mezzo di comunicazione, avulso da ogni censura. Laddove non arrivano i soloni dell'informazione controllata, oggi giunge l'informazione fatta dai blogger, da coloro che non accettano che la realtà venga raccolta, mediata e distribuita tramite giornali prezzolati, ma preferiscono viverla e comunicarla agli altri, senza vincoli.