
La vicenda meriterebbe quasi la produzione di un colossal dato che negli ultimi due anni la battaglia fra il noto sito russo AllofMP3 e le case discografiche è stata sulle pagine dei quotidiani almeno due giorni a settimana, con continue richieste da parte dell'industria musicale, RIAA in prima fila, di chiudere il sito e cessare qualsiasi attività e con le risposte da parte dei gestori del sito, protetti dalla legislazione russa.
Sulla vicenda il web si è espresso più e più volte, non riuscendo però a fermare la battaglia fra i due fronti; solo ultimamente sembra che AllofMP3 abbia iniziato a riscontrare i primi problemi, dopo la richiesta esorbitante di risarcimento da parte della RIAA, che in un comunicato parlava di "1,65 trillion dollars", il noto sito internet, distributore di mp3 a basso costo, ha subito un lungo downtime di circa 8 ore, fino ad arrivare alle ultime ore, in cui il sito non risulta più raggiungibile, nonostante sembri che i server siano regolarmente accessi e connessi alla rete.
Il governo russo aveva deciso lo scorso anno di accettare le richieste di RIAA e chiudere il sito e da allora si è scatenata una vera e propria task force, che è proseguita fino a questi ultimi giorni; sembra che il sito sia stato definitivamente chiuso, l'operazione starebbe avvenendo proprio in queste ore, ma nel frattempo la Media Services, la compagnia proprietaria di AllofMP3 sembra non aver perso tempo, il sito MP3Sparks è identico in tutto e per tutto a AllofMP3, cambia solo il nome, dato che è sempre proprietà di Media Services.
Se la situazione fosse veramente così, ne avremo conferma nei prossimi giorni, la battaglia contro la vendita di musica illegale non sarebbe affatto terminata, sarebbe cambiato solo uno dei protagonisti, ma solo nel nome.