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Il P2P verrą punito anche in Belgio di Stefano Bellasio
6/7/2007 09:59


Il P2P verrą punito anche in Belgio
Una sentenza belga fa riemergere la questione della responsabilitą degli ISP nel controllo del traffico P2P. L'Europa si prepara ad una nuova caccia alle streghe?



Per noi Italiani la questione va avanti da tempo, e oramai anche le notizie di nuove retate contro le reti peer to peer per lo scambio di file illegali non riscuotono più il successo dei primi anni. La situazione sembra invece essersi bruscamente agitata in un paese sempre appartenente all'Unione europea, il Belgio, da sempre paradiso idilliaco per le reti P2P e per gli utenti più assetati di film ed Mp3.

Una sentenza di un tribunale belga ha infatti decretato la responsabilità degli ISP (Internet Service Provider) per le attività illegali che avvengono sulle proprie reti, ad opera dei clienti.

In realtà le motivazioni della sentenza si appellano alla consapevolezza che i provider hanno i mezzi tecnici per poter fermare e bloccare il fenomeno P2P attraverso l'immissione di filtri e controlli sulle proprie reti. La sentenza giunge in seguito al caso riguardante l'ISP Belga Scarlet, appartenente a Tiscali in passato, che da ora dovrà dotarsi di tecniche di monitoraggio e prevenzione dello scambio di file illegali sulle proprie reti e dovrà sborsare per ogni giorno di ritardo nell'adeguamento ben 2500 euro.

Inutile dire che l'industria musicale ha applaudito la sentenza, gettando subito le basi per estendere le nuove decisioni anche al resto dei paesi europei, dove il p2p viene ancora considerato "morale"; sulla decisione del giudice si sono però già sollevati i primi dubbi, secondo quanto detto da SABAM, l'equivalente in Belgio della SIAE italiana, la sentenza non obbligherebbe il provider a controllare il traffico dei propri utenti, ma a dotarsi dei mezzi necessari per farlo, questo per non incorrere in una violazione della privacy dei propri clienti.

Nel frattempo i siti specializzati fanno notare come le tecniche di filtering siano del tutto insufficienti e "ridicole", in quanto non destinate a funzionare nel lungo periodo, il p2p ha infatti dimostrato di saper aggirare, legalmente e tecnicamente, anche i controlli più rigidi. Ora si aspettano le ripercussioni che la vicenda avrà nel resto d'Europa e del mondo, anche se da più parti si preannuncia una nuova caccia alle streghe.


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