
Da qualche giorno, alcuni utenti Internet della Cina non riescono più ad accedere ai più famosi motori di ricerca. Google, Yahoo! e Live Search sembrano infatti essere stati momentaneamente oscurati dal Governo di Pechino.
Digitando uno degli indirizzi dei motori di ricerca sopra citati, infatti, si viene automaticamente portati su un altro sito: Baidu, ovvero il motore di ricerca cinese.
Impossibile, naturalmente, chiedere al Governo di Pechino il perché di una tale censura. Si può quindi solo procedere per ipotesi: quella più immediata è che si tratti di un'azione di risposta per l'assegnazione della medaglia d'oro al Dalai Lama da parte degli USA.
Probabilmente la Giunta di Hu Jintao ha ritenuto inopportuno che i Cinesi accedessero a fonti di informazione straniere, durante il periodo in cui veniva premiato uno dei loro più carismatici oppositori politici. Oppure si tratta di una semplice rappresaglia contro l'America e le sue industrie, di fatto, più floride.
Non è la prima volta che questo accade: già nel 2002, gli ISP cinesi compirono un'azione identica a quella che oggi si sta riproponendo. A quel tempo, Baidu negò qualsiasi coinvolgimento.
Cambiare l'indirizzo di destinazione di un utente è, a pieno titolo, un'azione di hijacking. Solitamente, però, questo termine viene utilizzato quando si parla di spyware e malware affini. Non certo di Governi...