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E ora si pagano anche i testi delle canzoni di Alberto Bruschi
15/7/2006 19:35


E ora si pagano anche i testi delle canzoni
L'inizio della fine per i testi delle canzoni liberamente fruibili on-line. Un'altra "libertà digitale" che se ne va



Chi di noi non è mai andato su Google e ha digitato "lyrics", oppure "testi canzoni"? Ebbene, prepariamoci alla batosta: tempo qualche mese e, chi avrà voglia di sapere quel che "dice" una canzone, resterà a bocca asciutta.

Gracenote, società americana già impegnata nel progetto CDDB, ha infatti presentato alla major il progetto di un software a pagamento per la ricerca di testi musicali. Questo significa che Gracenote "comprerà" i testi ai prodottori discografici e poi li "rivenderà" agli utenti ad un prezzo ancora da definire.

Una specie di "iTunes per i testi", insomma. Entusiaste le case discografiche, che vedono la possibilità di regolare un settore da sempre fuorilegge. Basti vedere quanti siti spuntano fuori digitando "lyrics" su Google.

Ad esempio, AZLyrics è il 900° sito più visitato al mondo secondo Alexa: ebbene, siti come questo sono completamente illegali, in quanto non forniti della licenza per distribuire testi musicali. Presto potrebbero essere denunciati e costretti a chiudere, se non si metteranno in regola.

Se Gracenote e major ridono, gli utenti però non condividono tutta questa allegria. Senz'altro perché Gracenote non regalerà i testi che vende, anzi in uno scenario monopolistico possiamo facilmente immaginare che i prezzi saranno piuttosto alti. E poi perché è in fondo un'altra libertà che se ne va: non potremo più soddisfare la nostra voglia di sapere cosa dice quella canzone così carina che abbiamo sentito alla radio, dovremo stare attenti al portafoglio anche quando avremo voglia di una bella festa a base di karaoke...

Senza contare chi usa le canzoni a scopo didattico: è molto più facile e piacevole imparare l'inglese con una canzone, piuttosto che su un libro. E non solo quello scritto, quanto quello parlato: un aspetto importante che viene sempre sottovalutato nelle nostre scuole. Insomma, un altro pezzo importante del web che sta per andarsene, a causa di chi ha sempre troppa sete di denaro.

Prima eravamo liberi di scaricare le canzoni, poi non lo siamo più stati. Potevamo inviare SMS gratis, poi ci hanno tolto anche quelli. Eravamo liberi di controllare la nostra posta da qualsiasi software, connessi da qualsiasi connessione del mondo, poi anche quello ha smesso di esistere. Ora non saremo più liberi nemmeno di sapere cosa dicono i nostri artisti preferiti, magari perdendo l'occasione di leggerci una poesia, una denuncia...

Quale sarà la prossima vittima on-line del killer "denaro"?