
Cinque posti in sei mesi: questo il notevole risultato dell'Italia. Ma non si tratta precisamente di una vittoria da annoverare in campo internazionale. Qui si parla di spam: e-mail pubblicitarie, a volte erotiche, spesso truffaldine, ma sempre indesiderate.
Nella classifica stilata ieri da Sophos che indica il volume di spam prodotto a livello globale, il nostro paese balza dalla 15° posizione di gennaio 2006 alla ottava. Questa la classifica completa:
Il nostro paese e la Gran Bretagna, che prima risiedeva in 13° posizione, costituiscono le novità della classifica. Incremento del volume dello spam si ha comunque in tutti i paesi europei: calcolatrice alla mano, sommando le percentuali dei paesi UE presenti nella top 12, l'Unione Europea avrebbe una percentuale del 20,3%. Avremo insomma le carte in regola per togliere il primato agli Stati Uniti.
Si ha quindi l'impressione che il fenomeno spamming sia sempre meno sotto controllo dai governi: a parte paesi come Cina e Brasile dove il controllo è praticamente assente, gli USA non stanno cogliendo alcun frutto dalla legge CAN-SPAM, mentre prosegue la quasi indifferenza dei governi europei.
Contro tendenza solo l' Austria, che a gennaio risultava ottava, mentre adesso è fuori dalla top 12. Altra grande assente: la
Russia. Ma sono in gran parte gli hackers russi a sfruttare i computer infettati da trojan e virus vari per inviare le e-mail di spam. Basti guardare questo loro tariffario, in cui si offrono diversi "servizi" di spamming. Ad esempio, bombardare tutti gli indirizzi *@*.ru (oltre 11 milioni) costa solo 12.500 rubli, circa 370€.
Sophos pone inoltre l'attenzione su come siano cambiate le tecniche di spamming: se un tempo ci ritrovavamo la nostra e-mail sommersa da listini di farmacie che vendevano miracolosi prodotti contro l'impotenza, adesso è più frequente ricevere il listino con una immagine, che è più difficile da classificare come malevola dai filtri anti-spam. Così come procedono a gonfie vele le azioni di spamming su blog e sistemi di messaggistica.
E, più che listini, adesso arrivano generosi consigli per l'acquisto di azioni di aziende sconosciute che promettono grande redditività. Questa pratica, chiamata pump-and-dump ("gonfia-e-scarica"), permette allo spammer di fare soldoni rivendendo le proprie azioni che, a fronte di una maggiore richiesta, varranno di più sul mercato. Troviamo un esempio di questo genere di e-mail qui sotto.