
Per una volta, la concorrente di Apple non sarà Microsoft, ma un nome semisconosciuto fino ad oggi, ovvero SpiralFrog; sicuramente più famoso il nome che sta alle spalle di SpiralFrog, ovvero Universal Music (proprietà della francese Vivendi), il cui catalogo a partire da dicembre sarà disponibile per essere scaricato gratuitamente almeno all'inizio in Stati Uniti e Canada.
Nessuna "beneficenza" ovviamente, il guadagno per SpiralFrog non verrà dai soldi pagati dall'utente per la singola canzone (come avviene oggi per la maggior parte dei siti dedicati al download legale dei file mp3, settore il cui leader è appunto Apple con il suo portale iTunes) ma dalla pubblicità; non si hanno ancora dettagli su come questo avverrà, anche se presumibilmente l'utente dovrà cliccare su un banner o sorbirsi un breve filmato, se non addirittura sopportare un jingle all'inizio del brano.
"Offrire ai giovani utenti un'alternativa ai siti di musica pirata facile da usare sarà avvincente", ha detto l'amministratore delegato di SpiralFrog Robin Kent nella nota in cui annunciava l'"alleanza" con Universal. SpiralFrog darà canzoni in uso gratuito, anche se i dettagli sono per ora scarsi; non è dato conoscere ad esempio se si potranno masterizzare su cd o copiare su più apparecchi. Informazione non da poco, perché i siti che offrono musica gratis tramite internet oggi sono numerosi, ma adottano tutti la tecnologia dello streaming che non garantisce una qualità audio molto elevata e, soprattutto, non consente di registrare la musica sul computer e riprodurla se non si è connessi in rete; proprio per questo l'iniziativa di SpiralFrog riveste un ruolo quasi rivoluzionario.
Se la forma del messaggio è incerta, è però già chiaro chi farà pubblicità su questi siti: il Financial Times che per primo ha dato la notizia il 29 agosto scorso cita grandi della moda come Perry Ellis, Levi's e Benetton, ma è facile immaginare che presto arriveranno anche produttori di gadget, computer, telefoni cellulari, che mirano ad un target giovane (tra i 13 e i 34 anni) e grande fruitore di servizi tecnologici.
«Vogliamo offrire ai giovani consumatori un'alternativa semplice e conveniente alla pirateria», ha proseguito Kent. Un intento che farà felice l'Ifpi, l'associazione delle industrie musicali di tutto il mondo, la quale ha di recente segnalato che, per ogni canzone acquistata legalmente, quaranta vengono scambiate online tramite i software P2P in barba ad ogni tutela del copyright e del diritto d'autore. Come se non bastasse, il calo delle vendite dei supporti tradizionali non è ancora compensato dai profitti che arrivano dalle nuove tecnologie (quali videogiochi, suonerie per cellulari, lettori Mp3). Tenendo presenti questi fattori, l'allenza tra Universal e SpiralFrog è più simile ad un attacco allo strapotere di Apple (leader assoluto nel mercato della musica digitale con oltre il 75 per cento) o una risposta alla casa discografica rivale Emi che qualche settimana fa ha annunciato un accordo con Qtrax (un altro servizio di download di canzoni in cambio di pubblicità) che ad una vera e propria lotta alla pirateria musicale.