
Steve Jobs inizia la sua lettera chiarendo un aspetto importante: sugli iPod può essere eseguita anche musica senza protezioni, il "problema" riguarda invece la parte degli store on-line.
I brani che sono disponibili on-line appartengono a quattro grandi case discografiche chiamate Big Four ( Universal, Sony Bmg, Warner ed Emi che da sole hanno il 70% del mercato musicale mondiale). Apple quindi ha dovuto chiedere le licenze ed in cambio di queste ha però dovuto implementare meccanismi di sicurezza e controllo all'interno dei file e dei dispositivi che dovevano riprodurle. La clausola più importante del contratto è che, nel caso le protezioni DRM dovessero cedere, o si ha una soluzione per arginare subito il problema oppure il ritiro completo dei brani da iTunes Store.
La lettera tratta anche della parte riguardante la trasparenza di tali sistemi di protezione. Infatti un sistema di questo tipo, senza un'adeguata segretezza delle sue componenti sarebbe facilmente vulnerabile e non sarebbe neanche logica la sua implementazione. Per il momento infatti, a parte qualche piccola crepa (subito riparata tramite aggiornamenti) il sistema sembra reggere e gli accordi con le case discografiche rimangono ancora rispettati.
Lo stesso Steve Jobs propone tre alternative per il futuro delle musica on-line:
La prima è continuare come attualmente si stà operando. Con un sistema di protezione diverso per ogni store e per ogni dispositivo ( Zune, iPod, Sony ). Questo sembra un vincolo per l'utenza, che scaricando da internet un file musicale deve poi riprodurlo su un lettore compatibile. Dati alla mano, Steve Jobs dimostra come solo il 3% dei brani su iPod sia protetto da DRM, il restante 97% sono tutti brani senza alcuna protezione.
La seconda è la possibilità di cedere la tecnologia DRM FairPlay di Apple a store e altre aziende in modo da creare un'unica soluzione di protezione. A vantaggio ci sarebbe la capacità di riprodurre qualsiasi brano su qualsiasi dispositivo (oltre che un guadagno per Apple sotto forma di diritti sulla licenza). Dall'altro, più i segreti di un sistema di sicurezza vengono divulgati e più questo risulta debole. Infatti molte persone potrebbero non mantenere il giusto livello di segretezza; un ulteriore problema sarebbe l'assistenza in caso di aggiornamenti di sicurezza per un eventuale bug. Infatti più aziende vorrebbe dire minore efficienza e velocità nella risoluzione del problema stesso.
La terza è quella di togliere qualsiasi sistema di protezione dai file musicali. Infatti il mercato di musica protetta è solo il 10% del totale, il restante 90% è di musica senza protezione (composto per lo più dal mercato dei CD). Quindi perché mantenere una protezione che limita il pubblico fruitore e che richiede l'investimento in capitali e tempo per i continui aggiornamenti? Apparentemente nessuna dice Steve Jobs anzi, limitando il mercato all'ingresso di nuove aziende e all'apertura di mercati innovativi.
Infine Steve Jobs scrive che Apple sarebbe ben felice di abbracciare un mercato senza protezioni e che non ci penserebbe un solo secondo alla possibilità di vendere sul suo store on-line musica libera.