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Toccami alunno, che la prof fa finta di non vedere di Alberto Bruschi
18/2/2007 02:04


Toccami alunno, che la prof fa finta di non vedere
Nuovo video-scandalo filmato a scuola e pubblicato su YouTube



Dopo il professore trans, il sesso orale sotto la cattedra, l'alunno interrogato che si cala le braghe e la telecamera piazzata nello spogliatoio delle femmine, arriva l'ennesima, nuova perversione avvenuta in una scuola italiana.

Stavolta siamo a Monteroni, in provincia di Lecce: il video, risalente all'anno scorso ma pubblicato su YouTube ad inizio febbraio 2007, è stato rimosso dopo sei giorni e dopo aver ricevuto 1300 visite.

Protagonista una professoressa di matematica, di 40 anni, bella presenza. Ciò che il telefonino inquadra è eloquente: un gruppo di alunni, probabilmente del I o II anno di scuola superiore, toccano e palpeggiano il fondoschiena della suddetta professoressa, la quale indossa un avvenente tanga e non sembra più di tanto scossa da ciò che sta succedendo dietro di lei.

Mentre la professoressa parla di attualità e fatti personali, gli alunni palpeggiano, palpeggiano e palpeggiano di nuovo, fino ad infilarle una mano nelle mutande. A questo punto interviene un'altra mano, quella della professoressa, ad allontanare l'"intruso".

Qui il video si interrompe. Il seguito sembra si sia svolto in presidenza, con la professoressa che ha chiesto ed ottenuto la sospensione degli alunni interessati e che successivamente ha voluto essere trasferita ad altro istituto.

La stessa dichiara di non essersi accorta di nulla, né dei palpeggiamenti né del fatto che qualcuno la stesse filmando.

Ci viene da chiedere come si faccia a non accorgersi di ben un minuto e mezzo di toccate decisamente poco "delicate". Ci viene da chiedere perché si debba indossare un tanga, stare sedute a quel modo e permettere agli alunni di farsi circondare.

Al di là del singolo episodio, l'avvento della telefonia multimediale sta rivelando scenari scolastici sconvolgenti. Quelle che prima potevano essere scene di film comici anni '70, o di veri e propri film pornografici, adesso si è scoperto essere realtà. E a questo punto non si può certamente negare che questi fatti non accadessero prima dell'avvento dei videofonini.

E tutte le volte assistiamo ai "grandi" che danno colpa agli scolari, e tutte le volte sentiamo lo psicologo di turno che niente di meglio sa inventarsi che dire che i cellulari a scuola devono essere proibiti. Non c'è bisogno di essere psicologi per sapere che, soprattutto quando si è giovani, andare contro alle regole diventa una sfida e più si infrangono e più ci si prende gusto.

Perché invece non ricominciare con una rieducazione dall'alto, da chi dovrebbe educare ma che finisce - più o meno consapevolmente - col dare modelli sbagliati. E questo non solo per quanto riguarda la sessualità.

Difficilmente questo potrà accadere, perché spesso manca proprio la cognizione del fatto. Pertanto non ci rimane che affermare: a risentirci alla prossima perversione.