
Il 21 Febbraio a Palazzo Chigi il vicepremier e ministro del Turismo Francesco Rutelli ed il presidente del consiglio Romano Prodi presentano il nuovo logo che rappresenterà il turismo italiano nel mondo. Si tratta di un simbolo semplice, che al contempo riprende la forma della nostra penisola nella lettera "t" ed i colori della bandiera italiana. Il ministro del turismo Francesco Rutelli ha affermato: "E' un marchio che presenta un'immagine unitaria dell'Italia, che riassume, con due sole lettere, tutta la bellezza del nostro Paese. Con questo simbolo l'Italia fa gioco di squadra per tornare ad essere al massimo competitivi nel turismo internazionale. Occorre insistere e lavorare sodo, perchè il turismo, dopo un periodo di flessione, è tornato a crescere. Ora bisogna consolidare questo processo". Rutelli conclude dicendo che "il logo Italia rappresenta una pagina positiva, un messaggio unitario e di qualità".
Fino a questo punto sembra una bella iniziativa, quasi un timbro di qualità per incentivare un'importante risorsa del paese quale è il turismo. Ma le critiche partono proprio da qui. Nonostante il logo sia stato progettato da una importante società americana, la Landor, autrice di notevoli loghi come quelli di Pepsi, Kellog's negli Stati Uniti e in Italia quelli di Bnl, Costa Crociere, Alitalia e Sanpaolo, la grafica "it" creata per il portale italia.it è piaciuta a pochi. Ormai non si contano i blog su internet che criticano il logo, troppo semplice e vuoto sul quale sono stati però spesi la bellezza di 100.000 euro. Quindi il logo è già diventato oggetto di scherno, la penisola è stata paragonata addirittura ad un "dente verde" o a una piadina. C'è inoltre chi sostiene che il logo sia una "scopiazzatura". Ricordiamo che il logo ha superato altri 56 concorrenti, esaminati da una commissione nella quale spiccano consulenti come Laura Biagiotti, Andrea Pininfarina, Gianpaolo Fabris, Umberto Paolucci.
L'inizio dunque non è dei migliori ma il peggio deve ancora arrivare.
Il giorno seguente, all'interno della prestigiosa cornice della Borsa Internazionale del Turismo (Bit) a Milano, viene ufficialmente aperto il portale italia.it sul quale le istituzioni contano molto. Avrà infatti il ruolo di ventrina mondiale per una nazione unica al mondo, capace di offrire al turista qualsiasi tipo di villeggiatura. Dovrà inoltre cercare di agglomerare in sè gli altri siti di promozione turistica italiana. Il vicepremier ha infatti affermato che "Il problema del turismo italiano è quello della dispersione, troppe iniziative di promozione fuori da una cornice; invece ora ci saranno tante iniziative con il marchio It. Le regioni italiane rappresentano una ricchezza del Paese: è bene che lavorino in squadra nel momento della promozione". L'idea è quindi avere, racchiuso in un solo portale, una grande quantità di informazioni su luoghi, consuetudini, città d'arte, cartine e molto altro.
Anche qui buoni propositi, ma il popolo della grande rete bolla il tutto come una gran farsa. La critica più quotata risulta quella degli scarsi contenuti oltretutto difficili da individuare, seguita a ruota dalla grafica pesante da caricare per le connessioni più deboli. I reclami continuano con una traduzione inglese non proprio impeccabile e, meraviglia delle meraviglie, una vera e propria falla nella sicurezza riscontrata dagli utenti più esperti. Sembrerebbe infatti che il portale sia terreno fertile per i mal intenzionati che potrebbero sfruttarlo addirittura per vere e proprie opere di phishing.
Phishing: In ambito informatico il phishing è una attività truffaldina che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l'accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l'utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a questi messaggi, l'utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione, ecc.
Fonte: Wikipedia
Girando su internet è possibile trovare come un esperto visitatore abbia persino inserito uno script all'interno di un campo di ricerca. Il risultato è incredibile: il portale ha ubbidientemente eseguito tale script. Questa è la prova più lampante di come questo portale sia decisamente ancora acerbo.
L'indignazione degli internauti sale a dismisura quando si pensa che tutta questa opera di messa a punto del portale, dalla sua creazione al suo completamento, è costata in tutto 45 milioni di euro. Il ministero fa infatti sapere che: "Il Portale Nazionale del Turismo è coperto da un finanziamento complessivo di 45 milioni di €, di cui 20 milioni destinati allo sviluppo, gestione e alla creazione dei contenuti nei prossimi anni, e di 25 milioni di € di co-finanziamento delle Regioni per accrescere il loro impegno su questo fronte. In particolare, dei 20 milioni di € la parte preponderante, com‘è caratteristica di queste iniziative, non è data da quella tecnologica, ma dall’aspetto redazionale, dalla traduzione linguistica in otto idiomi, dall’aggiornamento continuo dei contenuti e dalla compagna di promozione in tutto il mondo nei prossimi anni".
I naviganti sono rimasti delusi, dopo anni di progettazione e la spesa di 45 milioni di euro la gente si aspettava decisamente di più. Gli esperti affermano che il codice html con cui è stato creato questo portale è confuso e poco pulito. Un prodotto partorito con troppa furia e poca passione. Molti si sono offerti di riscrivere addirittura l'intero codice per renderlo più pratico e lineare. Persone spinte ovviamente da passione per certe cose.
La protesta popolare deve aver colto tutti di sorpresa, persino i creatori del sito. In seguito alle prime forti critiche il portale ha di fatto rivisto la sezione "Chi siamo", sostituendo la lista dei nomi dei collaboratori e responsabili con una breve spiegazione di come è nata l'iniziativa. A guastare la festa però ci si sono messi degli attenti internauti che su blog hanno ripostato prontamente tale lista.
Tutto questo dopo soli 5 giorni di vita. Le vie da seguire non sembrano molte: si spera in un aggiornamento corposo ed immediato oppure in una meno probabile rivisitazione completa del portale. Tutta questa vicenda fa pensare ad una ennesima occasione mancata. Una buona iniziativa finita però in una più bassa realizzazione tecnica, grafica e di contenuti.
Speriamo solo che tutto migliori; sperare, per il momento, non costa niente.