Gli smartphone sono ormai una realtà più che assodata sul mercato dei dispositivi mobile: nati prima della rivoluzione dei tablet (avvenuta con Apple iPad) hanno preso rapidamente il posto dei consueti telefoni cellulari portando una nuova concezione di quello che poteva essere gestire le proprie attività (che fossero di tipo ludico o lavorativo) ovunque ci si trovasse.

Terreno fertile per i produttori di tecnologia, si è assistito all'aprirsi di un ventaglio di scelte possibili che non finisce solo con la scelta di un'azienda in particolare che costruisse questo o quel modello, ma anche di un ulteriore ramificazione per quanto riguarda il sistema operativo adottato: se Symbian è ormai in lento declino (mentre fino a qualche mese fa rappresentava la soluzione più diffusa e quella più "anziana") si sono affacciati anche Apple con iOS e Google con Android.
Proprio in quest'ultimo caso, la sua crescita è stata decisamente travolgente con ritmi di oltre sette punti percentuali da un trimestre all'altro in paesi come gli Stati Uniti e prendendo presto la leadership del mercato con il 36% del market share anche grazie alle attivazioni giornaliere che hanno raggiunto le 550 mila unità nell'ultimo periodo (secondo i dati rilasciati da Google).
Ma se il mercato generale è comunque diviso in realtà diverse, lo stesso si può dire anche della stessa piattaforma Android. Infatti, secondo i dati ufficiali della comunità di sviluppo del sistema operativo di Mountain View (e presi da Android Market), attualmente la parte del leone tra le varie versioni è costituita da Android 2.2 (Froyo) che riesce a toccare uno share del 59,4%.

La soluzione più recente in ambito smartphone è invece Android 2.3 (Gingerbread) che, accorpando le versioni dalla 2.3 alla 2.3.2 e dalla 2.3.3 alla 2.3.4 raggiungono un totale complessivo del 18,6%, dimostrandosi quindi ancora poco sfruttate rispetto a quella precedente ma comunque in crescita grazie all'adozione da parte di molti produttori nelle soluzioni proposte dopo il Mobile World Congress 2011 (che ha segnato un momento importante per l'adozione di Gingerbread).
Lo scopo di questa prova è saggiare se la scelta di uno smartphone con sistema operativo aggiornato ma hardware meno potente possa essere migliore (o peggiore) rispetto a quella di una soluzione con hardware più recente ma sistema operativo di una generazione precedente. Per riuscire nell'intento sono stati presi due punti di riferimento per quanto riguarda i prodotti attualmente sul mercato che restano nella fascia di prezzo sotto i 450€ (prezzo medio).
Il Nexus S è l'ultimo nato nella stirpe dei telefoni a marchio Google (ma realizzato da Samsung) garantendo un supporto costante al proprio smartphone attraverso aggiornamenti ufficiali di rapido rilascio, Optimus Dual (o Optimus 2X o P990) è invece una delle soluzioni più ammirate dalla sua presentazione ad inizio anno. Portava con sé il nuovo processore dual core Tegra 2 garantendo un nuovo livello prestazionale, pur su un sistema operativo meno recente.
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