Il furto d’identità: la percezione degli italiani

Il furto d’identità: la percezione degli italiani

6 febbraio 2011

Pagina: Il furto d’identità: la percezione degli italiani

Si è tenuta nei giorni scorsi a Milano un'interessante conferenza su come il furto d'identità sia percepito dagli italiani e di quale sia la reale situazione nel nostro Paese riguardo a questo pericoloso fenomeno, sempre più in aumento e ancora molto sottovalutato. Come speaker erano presenti: Raoul Chiesa (Senior Advisor on Cybercrime dell'UNICRI) e il Dottor Angelo Pascarella (CEO di TechnoConsumer), Isabella Corradini (docente di Psicologia Sociale dell'Università dell'Aquila) e Walter Bruschi (Managing Director CCP Italia).

Iniziamo subito col dire che dai dati (che mostreremo in seguito), si ha l'immagine di un utente italiano fortemente confuso: se da una parte ha "timore" di internet dall'altra invece non ha problemi a rivelare dati personali a potenziali malintenzionati. Questo dualismo porta ad una generale sottostima del pericolo, anche per via della scarsa comunicazione da parte dei media (soprattutto tradizionali) sul fenomeno.

 

Prima di addentrarci nei numeri della ricerca è bene quindi chiarire alcuni aspetti fondamentali ed essenziali del fenomeno. Partendo dal passato, si è suddivisa la storia del furto d'identità in due periodi: prima del 1920 si agiva sottraendo documenti per rubare l'identità di una persona dopo il 1945 si è passati invece a rubare l'identità via telefono, al dumpster diving (cercare nella spazzatura documenti o altre informazioni utili) e successivamente attraverso l'utilizzo di internet (una volta resosi disponibile).

Proprio quest'ultimo passo ha reso il furto d'identità più facile ed economico rispetto al passato, permettendo così che il fenomeno si espandesse in maniera seria e preoccupante. In nazioni come Francia e Gran Bretagna (quest'ultima ha visto in 10 mesi, nel 2010, una perdita pari a 1,3 miliardi di £), il fenomeno è diffuso e molto attiva è l'attività per il suo contrasto, mentre negli Stati Uniti ci si trova ad affrontare anche il problema dal punto di vista del sistema sanitario (strutturato in modo molto diverso da quello italiano).

Ma cos'è il furto d'identità?

Secondo l'Osservatorio permanente sul furto di identità 2010 di ADICONSUM: si ha furto di identità ogni qualvolta un’informazione individuale, relativa a una persona fisica o a un’azienda è ottenuta in modo fraudolento da un criminale con l’intento di assumerne l’identità per compiere atti illeciti.

Anche la FTC (Federal Trade Commission) statunitense ha una propria definizione: Quando qualcuno consapevolmente trasferisce, possiede o utilizza, senza autorità di legge, informazioni di identità con l’intenzione di commettere, aiutare o favorire attività illegali.

Ed infine, come viene definita in Gran Bretagna dalla Home Office Identity Fraud Steering Committee: Il furto di identità avviene quando si ottengono informazioni di un individuo, sia vivo sia morto, e questo agevola la frode di identità.

Alcuni dati sulla situazione italiana (parte 1)->
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