08:08Dom, 20 luglio

RSS
AMPLETECHREVIEWS: Navigatori satellitari: Mio C520 vs. TomTom GO 910

Interfaccia, itinerari e POI di Alberto Bruschi
22/8/2007 12:04


Interfaccia, itinerari e POI
Accendiamo i nostri navigatori! Un'analisi approfondita della loro interfaccia, della pianificazione degli itinerari, dei punti d'interesse e delle voci.

Alla prima accensione di Mio C520 ci viene richiesto di inserire ora e data e di scegliere lingua e fuso orario.

Dopodiché ci viene presentata una schermata chiamata "menu principale", in cui possiamo scegliere se avviare il navigatore o se consultare foto, immagini, contatti, musica o telefono. Affronteremo con maggiore dettaglio caratteristiche e problematiche di questa interfaccia a pagina 4.

Scegliamo di avviare MioMap, ovvero il navigatore in sé. A differenza di TomTom, è necessario attendere qualche istante prima di veder apparire l'interfaccia del navigatore. Questo è giustificato dal fatto che il C520 è un dispositivo Windows-embedded (per la precisione monta Windows CE .NET 5.0) e MioMap è solo un'applicazione come le altre: il nostro dispositivo non è un "navigatore", ma è appunto un'unità che dispone anche di un navigatore. Per questo i navigatori Mio prendono il nome di Digiwalker, proprio perché, per le loro funzioni multimediali possono essere usati anche come semplici lettori multimediali.

Manca quindi la "fusione" tra hardware e software che troviamo invece in TomTom. Questo aspetto purtroppo si avverte molto durante il normale utilizzo di MioMap. Si fa un po' fatica a passare da un menu all'altro: ad esempio, se stiamo guidando e vogliamo cambiare l'itinerario stabilito, dobbiamo premere un pulsante grande mezzo centimetro nell'area in basso a sinistra. Ci vorrebbero delle strade prive delle italiche buche o una "mira" assai precisa per premere questo pulsantino senza sbagliare. Ance perché se si sbaglia salta fuori un altro piccolo menu, quello che permette di aggiungere tappe. In TomTom è tutto più semplice, in quanto per far comparire il menu basta premere in un punto a caso dello schermo.

Anche la stessa impostazione dell'itinerario è "strana", in quanto non esiste un elenco di località pari a quello di TomTom. O meglio, esiste, ma selezionando le località più piccole, il navigatore ci porta automaticamente nel centro di quella località: non è possibile infatti effettuare la scelta della via. Cosa ancora più strana è che, scorrendo a mano la mappa, vediamo che le vie delle località ci sono tutte. Si tratta, insomma, di un caratteristica propria della pianificazione che esclude le vie delle località ritenute più "fuori mano". La stessa distinzione tra località piccole e grandi è distorta: ad esempio, per la città X, di 10.000 abitanti, non ci viene offerta la possibilità di scegliere la via. Mentre per Y, piccolissima località che non arriva a 100 abitanti, ci viene chiesto in che via vogliamo andare. Solo dopo abbiamo provato ad inserire una località limitrofa a X: in quel caso abbiamo potuto scegliere le vie, comprese quelle di X.

I numeri civici invece vengono calcolati secondo la logica delle mappe TeleAtlas (ovvero distribuendo i numeri a distanze costanti, conoscendo il numero di partenza, il numero finale e la lunghezza della strada), ugualmente a TomTom.

Un problema davvero imbarazzante dell'interfaccia di MioMap è la traduzione. Per rientrare negli spazi, molte parole sono state abbreviate, rendendo il significato delle funzioni difficile da intuire. Altre stringhe di testo non sono proprio state tradotte e sono rimaste in inglese. Se si ha dimestichezza con la lingua inglese e si vuole avere una interfaccia più "guardabile", si preferirà lasciare direttamente il navigatore in lingua inglese. La situazione migliora mano a mano che escono aggiornamenti per le traduzioni, ma date le nostre esperienze non molto positive con i software di Mio, bisogna considerare se il gioco valga la candela. Si notino, nella foto qui sotto, le stringhe "Perc.: Rap.", "Ferry" e le varie altre abbreviazioni:

Tuttavia nell'interfaccia di MioMap sono state inserite anche molte idee positive. Ad esempio, in un menu a scomparsa nella schermata di navigazione, è presente un tachimetro analogico, un elenco dei POI della zona e l'itinerario scritto in forma testuale. Troviamo i POI relativi ai distributori di carburante attivi "di fabbrica": l'elenco è davvero esaustivo e anche migliore di quello di TomTom. Per non parlare che è possibile visualizzare graficamente la posizione del POI sulla mappa con un semplice tocco, anche questo impossibile su TomTom. Poi, attraverso il piccolo menu di cui parlavamo prima, viene offerta la possibilità di aggiungere autovelox alla mappa anche mentre si viaggia, oltre a poter programmare tappe intermedie e inserire nuovi POI. Sempre nella stessa schermata, troviamo cinque icone semitrasparenti, con bussola, stato GPS, stato batteria, stato Bluetooth™ e attivazione/disattivazione altoparlante. Mentre nel menu principale è possibile sfogliare la cronologia delle vie da cui si è transitato, conoscere le coordinate del punto in cui ci si trova e attivare/disattivare i POI in una maniera più user-friendly che quella di TomTom.

Passando a TomTom GO 910, l'interfaccia di questo navigatore è ormai blasonata per quanto riguarda la sua immediatezza, intuitività ed efficienza. Troviamo le funzioni in due menu principali: il primo, a cui si accede semplicemente toccando il touch screen, contiene i vari collegamenti per la creazione dell'itinerario e del lettore multimediale. Il secondo è il menu Impostazioni, a cui si accede dal primo: qui troviamo una moltitudine di impostazioni, che vanno dalla bussola al tipo di tastiera, dalle informazioni sullo schermo a quelle del GPS. Un'interfaccia così strutturata evita all'utente di dover fare salti mortali da una parte all'altra del software.

L'inserimento dell'itinerario offre diverse possibilità che purtroppo Mio C520 non ci offre. In pratica, tutto è molto più pragmatico e conciso: viene chiesta in sequenza città, via e numero civico. Altrimenti, se vogliamo andare in centro, ci basterà scegliere la voce "Centro città": non siamo obbligati ad andare in centro, come pretende Mio C520 per certe località. Le istruzioni sullo schermo sono minori rispetto a Mio C520, ma comunque personalizzabili a proprio piacimento.

Gli screenshot sono presi direttamente dal manuale di TomTom.

Per quanto riguarda gli avvisi vocali, troviamo in TomTom la possibilità di scegliere tra diverse voci in tutte le lingue europee, più diverse voci spiritose (ad esempio quella di Marco Ranzani, quella del gorilla del Crodino, eccetera) e, infine, due voci che usano il sintetizzatore vocale. Usando questo ultimo tipo di voce, è possibile farsi leggere in un italiano quasi perfetto addirittura i nomi delle vie e gli SMS in entrata. Il numero di avvisi lungo l'itinerario è giusto, anche se, a volte, viaggiando in autostrada, certe indicazioni possono risultare ritardate o fuorvianti.

In Mio C520, invece, è presente una sola voce per ogni lingua dell'interfaccia. E' comunque più che sufficiente per chi non vuole strafare o rischiare di ritrovarsi con quasi un centinaio di voci diversi sul proprio dispositivo. Piuttosto c'è da dire che gli avvisi di MioMap sono forse un po' troppo frequenti e finiscono per stufare il guidatore. Entrambi i dispositivi, infine, non peccano certo per il volume dei propri altoparlanti: davvero assordante ai livelli più alti.

Spendiamo un'ultima parentesi per quanto riguarda i POI/PDI, ovvero i punti d'interesse. In entrambi i navigatori troviamo una lista di punti d'interesse davvero nutrita, tanto che in MioMap si è provveduto a fare una suddivisione per categorie. In MioMap, inoltre, troviamo il POI delle stazioni di riferimento sempre attivo e accessibile direttamente dalla mappa. In TomTom invece troviamo un numero di POI maggiore: abbiamo provato a fare un giro turistico di diverse città usando questo navigatore e ne siamo rimasti veramente soddisfatti.


Potenza ed efficienza con Cooler Master UCP 1100W

Potenza ed efficienza con Cooler Master UCP 1100W

Presentata la serie UCP, punta di diamante per la casa. Presta particolare attenzione all'ingegnerizzazione delle componenti interne e all'efficienza oltre che alle performancem,nella versione da 1100W